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Amica Pigotta

Eccomi di nuovo a raccontare l'avventura con le mie Pigotte,
dico mie perchè le penso, le inizio e le faccio crescere giorno dopo giorno, aggiungendo, togliendo, migliorandole, finchè ognuna manifesta una sua personalità ed è così pronta ad entrare in società e affrontare la vita a testa alta.
Insomma come avrete certamente capito, ogni Pigotta racchiude un pezzetto di cuore e di vita di chi l'ha creata.
Come ho scitto precedentemente ci incontriamo il mercoledì mattina, siamo un gruppo eterogeneo, che riesce nella sua diversità a completarsi:
c'è Angela che sta svuotando l'armadio di indumenti ancora nuovi ma quasi mai usati, confezionati con stoffe fini e colorate, per trasformarle in vestitini, che la nostra insostituibile maestra-amica Annamaria taglia per tutte.
Sempre Angela sferruzza parrucche di lana o di cotone che distribuisce generosamente a chi come me non è un campione a ferri.
Annamaria2 che ha portato nel gruppo l'amica Clara, insieme sfornano Pigotte sbarazzine con capelli colorati e occhi biricchini ed aggiungo che puntualmente dipanano sacchi di imbottitura che altrimenti sarebbe troppo dura e compatta.
Rita donna decisa e con forte temperamento, tanto che ha creato un nuovo gruppo a S. Martino di campagna, dove insieme a sua madre creano graziose e variopinte Pigotte.
Bianca nonna a tempo pieno, ma decisa a continuare la missione Pigotta, insieme alla figlia Paola artista nel dipingere dolcissimi visetti di neonati e beffarde smorfie di streghe scacciaguai.
Ed ecco la nostra Mirella maestra-parrucchiera, creatrice di raffinate acconciature e vezzose furlanine che sventolano i loro vestitini fioriti e ricamati.
Non dimentico Lina elegante signora, che con piccoli dettagli e accurate rifiniture, da un tocco di nobiltà alle sue graziose bamboline.
Mi incanto ogni qualvolta Anna porta una sua Pigotta vestita con completini di lana fatti a maglia, completi in tutti i loro particolari, morbidi e colorati, che vien voglia di stringerla al petto e tornare bambina.
E ancora Elena una frizzante mamma che sprizza fantasia da tutti i pori e inventa con quattro nodi e due pieghe, una serie di modelli etnici e nostrani che ci meravigliano ogni volta; il figlio Andrea l'aiuta anche con i suoi ottimi consigli.
Non voglio lasciare indietro Loredana, ha iniziato anche lei con il corso nel 2002, ma è socialmente impegnata e viene quando le sue vecchiette glielo permettono.
Nonna  Luciana mamma di Emiliana, le pensa, le cuce e le vende, chi la ferma più questa.
Gina, Ilaria, Maria,... sono tutte ragazze in pensione ma attive collaboratrici e amiche solidali.
Dimenticavo, anch'io faccio parte del gruppo Pigotte e devo dire che farle mi diverte, mi distende e mi soddisfa.
A volte può succedere che con gli spostamenti per i vari mercatini, le nostre bamboline possano subire qualshe strattone e allora c'è una testa che dondola troppo, un vestitino scucito, un ciuffo di capelli spettinato o fuori posto; a questo punto raccolgo le doloranti e scapigliate Pigottine e con pazienza le rimetto in sesto e loro mi ringraziano gentilmante.
Ci sono anche molte cortesi Signore che pur essendo fuori dal gruppo, collaborano incessantemente: confezionando simpatici bavaglini, fiorellini ad uncinetto di svariati colori, cucendo le sagome e rigirandole, lavoro lungo e noioso, riempiendo le sagome con l'imbottitura, altro lungo e noioso lavoro, insomma abbiamo fedeli operatrici che compiono quotidianamente un prezioso volontariato, pur stando tranquille nelle loro case, magari perchè impossibilitate a muoversi, ma non per questo inattive.
A Settembre si ricomincia, con nuove idee e progetti, perchè tanti sono i bambini, ma anche adulti, che amano le Pigotte, e sanno che per ogni Pigotta adottata, viene data la possibilità ad un altro bambino di nascere in sicurezza tra le braccia della sua mamma.


Rita con la mamma

Pubblicato il 27/8/2008 alle 17.4 nella rubrica Diario.

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