.
Annunci online

  kengah [ graziella - vola solo chi osa farlo - ]
         


3 dicembre 2008

LA GUERRA DEI MEDIA

 

L’idea di un nemico in agguato, pronto a mettere in pericolo la nostra vita di tutti i giorni è indubbiamente una delle giustificazioni più potenti ed efficaci per spiegare davanti all’opinione pubblica lo scoppio do una guerra.
Si tratta evidentemente di una spiegazione semplicistica che tende a nascondere motivazioni molto più complesse, spesso legate ad interessi politici ed economici, eppure l’operazione è in grado di esercitare una forte pressione sull’opinione pubblica.
L’autore di questo piccolo “Manuale per la propaganda di guerra” ha cercato di riassumere in alcuni punti chiave le strategie mediatiche utilizzate negli ultimi anni dalle Forze Armate e dall’Alleanza Atlantica per legittimare i conflitti armati che hanno coinvolto anche l’Italia.
Capire da vicino tali strategie può essere estremamente utile per provare a smontare il meccanismo della propaganda, intervenendo, quando ancora è possibile, per fermare il conflitto.

1. Ogni “guerra santa” ha bisogno di una giusta causa

Il punto fondamentale da cui partire è la ricerca della “giusta causa”, un fatto reale ampiamente condannabile dal punto di vista etico e politico, a partire dal quale compiere azioni che di etico hanno ben poco.

2. La guerra contro un popolo diventa guerra contro un “cattivo”

Si passerà in seguito all’individuazione, personalizzazione e demonizzazione del “nemico”. Sul nemico personalizzato vanno concentrati l’odio e la rabbia creati ad arte nell’opinione pubblica, per dimenticarci che fino a ieri il “nemico” era anche nostro partner di affari e che continua a gestire i suoi soldi tramite le nostre banche.

3. Ricerca di un eufemismo per non impiegare mai l’uso della parola “guerra”

Operazioni di Polizia Internazionali, Missione umanitaria, Operazione antiterrorismo.

4.Ricordarsi di presentare all’opinione pubblica una sola verità al giorno.

Una sola idea chiave sarà il titolo dei giornali del giorno successivo.
Poco approfondimento, molto sensazionalismo.

5.Chi non è d’accordo è complice del “nemico”.

In seguito alle prime reazioni si adotterà come risposta l’ostracismo e accuse di collaborazionismo con il nemici verso i giornalisti colpevoli di aver dato doce alle vittime dell’azione militare.
Il teorema è: chi non è mio amico è necessariamente amico del mio nemico.
Quando i giornalisti presenti “sul campo” manifestano opinioni critiche o non allineate, precisare che nei paesi dove vengono realizzate queste trasmissioni vige una strettissima censura militare che rende queste testimonianze prive di valore.

6. Davanti ai crimini di guerra documentati, agli “effetti collaterali” e alle responsabilità “dell’Alleanza” negare l’evidenza.

Inquadrare preferibilmente aerei o carri armati, come nei film di Stallone e Schwarzenegger, e soffermarsi poco sulle persone.
È preferibile fornire ai giornalisti immagini di alta tecnologia, dove la guerra diventa un videogame, o inquadrature di soldati “amici” puliti e contenti.
Filmare il meno possibile i volti dei “nemici”, che non vanno considerati nella loro umanità.
Evitare il più possibile riferimenti o inquadrature sulla popolazione civile.

(…)

8.Cercare a tutti i costi la polarizzazione delle posizioni senza lasciare posto alle sfumature.

È molto più efficace ridurre la dialettica a un semplice “guerra sì - guerra no” per includere nella “guerra sì” anche le posizioni “guerra sì ma come intervento militare dei Caschi Blu ONU”,”guerra sì ma senza impiego di armi radioattive”,”guerra sì ma non dal cielo con bombardamento a tappeto”,”guerra sì ma senza violare le convenzioni di Ginevra scegliendo obbiettivi civili come ponti o palazzi della televisione”,”guerra sì ma non con le bombe a grappolo che violano i trattati per la messa al bando delle mine”.
Ovviamente una volta cooptate queste posizioni nel semplice “guerra sì”, il fronte del “guerra no” sarà messo forzatamente in minoranza.

(…)

11.Cercare per quanto possibile di utilizzare immagini con un forte impatto emotivo.

Per allargare il consenso verso l’intervento armato sarà opportuno attivare i meccanismi mentali che regolano l’istinto, la rabbia e l’aggressività, in modo da rendere cieca l’opinione pubblica a ogni discorso razionale, negate nei cuori e nelle coscienze da una emotività esasperata artificialmente attraverso il video.
Anche se non è di nessuna utilità dal punto di vista informativo, si consiglia di riprodurre più volte al giorno sugli schermi televisivi la sequenza dell’aereo che si schianta sulle torri gemelle, per mantenere vivo lo shock emotivo che può mantenere l’opinione pubblica saldamente dalla nostra parte.

12.Un’altra tecnica efficace è la negazione o l’occultamento delle alternative grazie a un falso senso di informazione.

Dare la maggior quantità di informazioni possibile, anche nel caso in cui non si tratti di dati rilevanti, purchè favorevoli alla nostra posizione e all’intervento armato.
Far perdere la visione d’insieme con una cronaca dettagliatissima di aspetti marginali.
In questo modo è possibile soffocare le proposte alternative alla guerra in un mare di informazioni, impossibili da gestire, evitando il più possibile l’approfondimento, i dossier, le retrospettive storiche e il coinvolgimento di persone direttamente coinvolte nei problemi trattati, ai quali vanno preferiti gli “pseudo-esperti”.

13.Curare la gestione “umanitaria” dei profughi.

L’inevitabile flusso di profughi generato da ogni azione militare va gestito con molta attenzione dal punto di vista mediatico, trasformando una massa umana costretta alla fuga da un attacco militare in una popolazione sottratta a un regime repressivo e finalmente approdata nelle civiltà dove potrà ricevere tutte le cure e le attenzioni necessarie, ovviamente fino allo spegnimento delle telecamere.

14.Successivamente andrà curata l’enfatizzazione delle vittoria e la gestione della “mancata deposizione” del leader nemico.

Al termine dell’azione armata si dovrà sottolineare il raggiungimento di altri obbiettivi (che andranno individuati al momento” e affermare in ogni caso l’idea che “abbiamo vinto”,”il nemico si è arreso”,”sono state accettate incondizionatamente tutte le nostre condizioni”.

15.Non stancare e non impaurire l’opinione pubblica.

Gestire in maniera efficace il rientro alla normalità e la “chiusura della ferita”.
L’azione militare va chiusa nel più breve tempo possibile.
Nel caso ciò non avvenga, dare sempre meno rilevanza alla informazioni sugli sviluppi della guerra, relegandole in coda ai telegiornali o nelle ultime pagine dei quotidiani, in modo da non “ tirare troppo la corda” rischiando il malcontento dell’opinione pubblica e l’adesione alle idee contrarie alla guerra. Non vanno assolutamente messi in discussione i nostri privilegi, il nostro benessere o il nostro stile di vita.

16La guerra deve essere sempre vissuta come una parentesi

(Carlo Gubitosa, L’informazione in tempo di guerra. Piccolo manuale per
la propaganda di guerra.

ottobre 2001)

 ...tratto da "IO NON VINCO,TU NON PERDI" pubblicazione del comitato italiano per l'UNICEF...




permalink | inviato da graziella_ il 3/12/2008 alle 1:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



13 novembre 2008

Che cosa pensi delle nostre leggi?

A voi piace emanare leggi,
ma più ancora vi piace trasgredirle.
Come fanciulli che ostinatamente innalzano per gioco torri di sabbia in riva al mare
per poi distruggerle con una risata.
Ma intanto che innalzano queste torri, il mare trascina altra sabbia sulla riva,
e quando le distrugge il mare ride con voi.
In verità, il mare ride sempre con l'innocente.

Ma cosa pensate di quelli per qui le leggi dell'uomo non sono torri di sabbia
e la vita non è un mare,
bensì una roccia, e la legge uno scalpello
con il quale inciderla a propria somiglianza?
E dello storpio che odia i danzatori?
E del bue che ama il suo giogo e crede l'alce e il cervo della foresta smarriti e vagabondi?
E della vecchia serpe che non squama più e stima gli altri vergognosi e nudi?
Edi chi va al banchetto nuziale di buon'ora e torna sazio e stanco
definendo ogni banchetto una profanazione e i convitati trasgressori?



Che dirò di loro se non che si stagliano nella luce,

ma con la schiena rivolta al sole?

Essi vedono soltanto la loro ombra, e questa è la loro legge.

E che cos'è il sole per loro
se non un seminatore di ombre?

Kahlil gibran




permalink | inviato da graziella_ il 13/11/2008 alle 13:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



27 agosto 2008

Amica Pigotta

Eccomi di nuovo a raccontare l'avventura con le mie Pigotte,
dico mie perchè le penso, le inizio e le faccio crescere giorno dopo giorno, aggiungendo, togliendo, migliorandole, finchè ognuna manifesta una sua personalità ed è così pronta ad entrare in società e affrontare la vita a testa alta.
Insomma come avrete certamente capito, ogni Pigotta racchiude un pezzetto di cuore e di vita di chi l'ha creata.
Come ho scitto precedentemente ci incontriamo il mercoledì mattina, siamo un gruppo eterogeneo, che riesce nella sua diversità a completarsi:
c'è Angela che sta svuotando l'armadio di indumenti ancora nuovi ma quasi mai usati, confezionati con stoffe fini e colorate, per trasformarle in vestitini, che la nostra insostituibile maestra-amica Annamaria taglia per tutte.
Sempre Angela sferruzza parrucche di lana o di cotone che distribuisce generosamente a chi come me non è un campione a ferri.
Annamaria2 che ha portato nel gruppo l'amica Clara, insieme sfornano Pigotte sbarazzine con capelli colorati e occhi biricchini ed aggiungo che puntualmente dipanano sacchi di imbottitura che altrimenti sarebbe troppo dura e compatta.
Rita donna decisa e con forte temperamento, tanto che ha creato un nuovo gruppo a S. Martino di campagna, dove insieme a sua madre creano graziose e variopinte Pigotte.
Bianca nonna a tempo pieno, ma decisa a continuare la missione Pigotta, insieme alla figlia Paola artista nel dipingere dolcissimi visetti di neonati e beffarde smorfie di streghe scacciaguai.
Ed ecco la nostra Mirella maestra-parrucchiera, creatrice di raffinate acconciature e vezzose furlanine che sventolano i loro vestitini fioriti e ricamati.
Non dimentico Lina elegante signora, che con piccoli dettagli e accurate rifiniture, da un tocco di nobiltà alle sue graziose bamboline.
Mi incanto ogni qualvolta Anna porta una sua Pigotta vestita con completini di lana fatti a maglia, completi in tutti i loro particolari, morbidi e colorati, che vien voglia di stringerla al petto e tornare bambina.
E ancora Elena una frizzante mamma che sprizza fantasia da tutti i pori e inventa con quattro nodi e due pieghe, una serie di modelli etnici e nostrani che ci meravigliano ogni volta; il figlio Andrea l'aiuta anche con i suoi ottimi consigli.
Non voglio lasciare indietro Loredana, ha iniziato anche lei con il corso nel 2002, ma è socialmente impegnata e viene quando le sue vecchiette glielo permettono.
Nonna  Luciana mamma di Emiliana, le pensa, le cuce e le vende, chi la ferma più questa.
Gina, Ilaria, Maria,... sono tutte ragazze in pensione ma attive collaboratrici e amiche solidali.
Dimenticavo, anch'io faccio parte del gruppo Pigotte e devo dire che farle mi diverte, mi distende e mi soddisfa.
A volte può succedere che con gli spostamenti per i vari mercatini, le nostre bamboline possano subire qualshe strattone e allora c'è una testa che dondola troppo, un vestitino scucito, un ciuffo di capelli spettinato o fuori posto; a questo punto raccolgo le doloranti e scapigliate Pigottine e con pazienza le rimetto in sesto e loro mi ringraziano gentilmante.
Ci sono anche molte cortesi Signore che pur essendo fuori dal gruppo, collaborano incessantemente: confezionando simpatici bavaglini, fiorellini ad uncinetto di svariati colori, cucendo le sagome e rigirandole, lavoro lungo e noioso, riempiendo le sagome con l'imbottitura, altro lungo e noioso lavoro, insomma abbiamo fedeli operatrici che compiono quotidianamente un prezioso volontariato, pur stando tranquille nelle loro case, magari perchè impossibilitate a muoversi, ma non per questo inattive.
A Settembre si ricomincia, con nuove idee e progetti, perchè tanti sono i bambini, ma anche adulti, che amano le Pigotte, e sanno che per ogni Pigotta adottata, viene data la possibilità ad un altro bambino di nascere in sicurezza tra le braccia della sua mamma.


Rita con la mamma




permalink | inviato da graziella_ il 27/8/2008 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



5 maggio 2008

io e le pigotte dell'UNICEF

 
La mia cagnolina ha scovato uno strano essere nel mio giardino, chi sarà?


Tutto ha inizio con l'iscrizione ad un corso per realizzare bambole di pezza: "le Pigotte".
Forse il ricordo di quella che mi ha fatto la mamma quando ero piccola e mi è rimasta nel cuore,
o il gusto e la soddisfazione che mi dava confezionare vestitini per me e le mie sorelle,
oppure la gioiosa sorpresa che ho visto brillare negli occhi di mia figlia quando gli ho donato la bambolina fatta di ritagli e cucita di nascosto mentre lei dormiva, stà di fatto che la cosa mi ha riempito di entusiasmo, di quell'entusiasmo che i bambini hanno nel fare un qualcosa per la gioia e il gisto di farlo, senza secondi fini.

Ci siamo incontrate una mattina eravamo sei donne:
una madre di famiglia che di famiglie ne ha due di cui una adottata,
una giornalista che tra un' articolo e l'altro cuce minimagliette e minicalzini,
una sindacalista-fotografa con la passione di aiutare gli altri,
una super-attiva lavoratrice milanese che con la pensione è ritornata nel suo paese in Friuli,
una signora di Pordenone con tanta voglia di dare, ed infine io.

Nel frattempo il gruppo si è trasformato, ci sono stati nuovi arrivi e qualcuno per impegni ha dovuto salutarci.
Naturalmente non dimentico la nostra Anna Maria "insegnante tutto fare" specializzata in Pigotte di tutti i tipi,senza distinzioni: digenere, religione nazionalità e cultura.

Di sicuro ci vuole molta pazienza e buona capacità di comunicazione, per mantenere un tranquillo accordo tra persone così diverse, ma la cosa più affascinamte è l'entusiasmo che c'è in noi nel creare bamboline sempre più belle, dando il massimo della nostra fantasia, per sostenere progetti finalizzati alla vita e crescita sana di bambini che non conosciamo e non vedremo mai.
Ma crediamo sia giusto dare tutto quel poco che si può.

In cambio non riceviamo un contributo in denaro ma allegra compagnia, soddisfazione e compiacimento anche di noi stesse, con la certezza che tutto questo fa bene oltre che a noi, a molti molti bambini.

E poi mi chiedo: se invece ci fosse un guadagno personale nel confezionare bambale, ci sarebbe ancora quell'armonia quando c'incontriamo il mercoledì mattina?

E questi da dove vengono, eppure non mi sembrano Pigotte, devo aver sbagliato qualcosa;
darò una ripassata al libro degli incantesimi!




permalink | inviato da graziella_ il 5/5/2008 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



30 aprile 2008

MeMe

 Eccomi sono ritornata in me, anzi in MeMe, come si chiama questo simpatico gioco inviatomi da rosaspina.
I sette segreti le cui regole sono:
-le regole del gioco copierai
-7 dei tuoi segreti svelerai
-7felici vincenti individuerai
-un messaggio per avvisarli invierai
-a consultare il tuo blog li inviterai

i miei sette segreti


1- possiedo uno specchio magico come quello della matrigna di Biancaneve, mi specchio e felice dico: "che bello oggi mi sento una quindicenne e ho voglia di correre sui prati a caccia di cavallette"... e lui quell'antipatico risponde che ho quarant'otto anni e oltre le cavallette in testa ho troppi grilli.

2-possiedo anche un bellissimo paio d'ali di farfalla, sono piccole e fragili , mi consentono solo piccoli voli da un fiore all'altro nel mio giardino; ma vorrei due grandi ali d'aquila e poter volare veramente

3-le mie braccia hanno muscoli ridicoli e per questo mi sento impotente

4-vorrei aiutare gli altri nel risolvere iloro problemi ma mi rendo conto che prima devo risolvere i miei: se ne ho!

5-provo molto ribrezzo per i ragni, non capisco perchè il Signore li ha fatti così brutti e orrendi.Questa sarà una di quelle domande che gli farò quando ci vedremo.

6-ho cominciato molto presto a trovare stupidi capelli bianchi tra i miei "bellissimi" castani ma li mimetizzo costantemente con la tinta.

7-e per ultimo vi svelo il mio vero segreto: sono una strega e farò un incantesimo a tutti quelli che mi sono antipatici.
Attenzione vi vedo attraverso lo specchio magico.


io mi sono divertita ora tocca a voi:
ThePhoenix-ombra-sbloggata-danzandocanteremo-dedicato-sarablu-blog di Giò.


Devo decidermi a mettere gli occhiali, ormai non posso più aspettare.




permalink | inviato da graziella_ il 30/4/2008 alle 0:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa



17 marzo 2008

PRIMAVERA



Infinita voglia di uscire,
di vedere la luce,
desiderio di rinascita, di vita;
piccoli tenui fiorellini,
germogli tenerissimi,
chiedono
lievi carezze di sole,
gocce di rugiada,
per risvegliarsi in un nuovo giorno
ricco di entusiasmanti
giochi di luci e di colori.

Voli di farfalle leggere,
nell'aria nuova e fresca,
libere finalmente
dal buio involucro
che le ha protette per mesi,
facendole perfette creature
di stupenda bellezza.

Becchi spalancati,
affamati di cibo e di vita,
aspettano impazienti
la loro razione di amore
e di insetti.

Giovani cuccioli
fremono nelle loro tane
per la voglia
di correre e giocare,
aperti a nuove esperienze.

Liberi
i semi nell'aria volano,
in cerca di fertili zolle
dove poter germogliare.
Una spaccatura nella roccia,
un pugno di muschio sulle tegole,
e le loro radici
sfidano il vento,
la pioggia torrenziale;

così in poco più di un attimo
tutto lo spazio
è pieno di loro




permalink | inviato da graziella_ il 17/3/2008 alle 15:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa



13 marzo 2008

popoli in guerra


In Africa e in molti paesi del terzo mondo,
 le guerre sono innescate e sostenute da ricchi paesi stranieri,
che arricchendosi ancora di più con la vendita delle armi e il subdolo tentativo,
spesso riuscito,
 di insediare un loro potere politico e sociale,
sottomettono e sfruttano legalmente le popolazioni e i territori per i loro interessi.




permalink | inviato da graziella_ il 13/3/2008 alle 10:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



5 marzo 2008

8 marzo festa della donna


                                                                  
COMPRATA E VENDUTA

Marina, 18 anni                                                    
"La mia famiglia ha sempre faticato a racimolare i soldi per pagare le bollette.
Mio padre era disoccupato e mia madre era malata.
Per noi l'inverno era un incubo, pagare il riscaldamento significava restare senza soldi.
un'estate una mia amica mi ha invitato in discoteca per festeggiare il suo compleanno.
Lì ho incontrato un ragazzo molto gentile di nome Igor.
Era una persona educata, generosa e molto premurosa.
Possedeva persino una macchina.
Abbiamo cominciato ad uscire insieme, era sempre gentile e mi rispettava.
Mi diceva che voleva aiutarmi a continuare gli studi e un giorno mi ha chiesto di consegnargli il mio passaporto e altri documenti.
Diceva che stava cercando d'iscrivermi a un istituto tecnico all'estero.
Non avevo motivi per diffidare di lui.
I miei genitori lo consideravano un bravo ragazzo e mi hanno incoraggiato a partire.
Ho fatto le valige e Igor è venuto a prendermi.
Mi è sembrato un pò strano che ci fossero altre due ragazze nella macchina.
Siamo arrivati in città ed io sono stata portata in hotel.
Non so cosa sia successo alle altre ragazze.
Igor mi ha detto che la possibilità di entrare all'istituto tecnico era sfumata, ma che mi aveva trovato un lavoro come cameriera in Olanda.
Mi fidavo ancora di lui e ho pensato che così avrei  potuto aiutare la mia famiglia.
Il giorno dopo è venuto a prendermi e con lui c'erano anche le altre due ragazze.
Siamo andati all'areoporto, abbiamo attraversato la dogana e il controllo passaporti insieme.
Una volta arrivati in Olanda, siamo stati accolti da una donna russa, che ci ha portati in un piccolo albergo.
Sono rimasta prigioniera in quell'albergo per tre mesi.
L'uomo che gestiva l'albergo ha abusato di me e mi ha spiegato quale fosse realmente il lavoro a cui ero stata destinata.
Mi avrebbe venduta ai suoi clienti.
Non sono stata trattata come un essere umano, sono stata trattata peggio di un animale.
Dopo i sei mesi peggiori della mia vita, sono stata arrestata e spedita in carcere.
Sono rimasta in prigione tre mesi.
Non parlavo la lingua ed ero in stato di shock.
Mi hanno trattato malissimo.
Poi mi hanno rispedito in Russia.
Sono arrivata a casa in uno stato pietoso.
Non avevo soldi e, da allora, non sono più riuscita a trovare un lavoro perchè ho i nervi a pezzi.
Da quando sono tornata ho saputo che il mio "amico" Igor ha portato diverse altre ragazze all'estero.
Mi fanno tanta pena."

tratto da "NESSUNO ESCLUSO" pubblicazione del Comitato italiano per l' UNICEF.
...sulla differenza di genere...

Convenzione sui diritti dell'infanzia
Articolo 32:
Hai il diritto di essere protetto dai lavori che possono danneggiare la tua salute e la tua istruzione.
Se lavori, hai il diritto di essere pagato adeguatamente e di essere al sicuro.




permalink | inviato da graziella_ il 5/3/2008 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



27 febbraio 2008

saper volare


Un bambino temporaneamente o definitivamente privo della sua famiglia è simile ad un trapezista che lascia l'asse in acrobazia: se troverà delle mani pronte ad afferrarlo e sostenerlo, continuerà ad essere protagonista; se invece lo si lascierà cadere sulla rete avrà salva la vita, ma forse smetterà per sempre di volare.

Anonimo.




permalink | inviato da graziella_ il 27/2/2008 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



19 febbraio 2008

sentire


Bisogna aver sofferto per capire la sofferenza.
La sofferenza non si intuisce si sperimenta.
Non si può capire veramente quello che non si prova.




permalink | inviato da graziella_ il 19/2/2008 alle 16:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



4 febbraio 2008

"Se cado dall'argine affogherò?"


"Non è cadere nel fiume che ti farà affogare.
E' rimanerci".

Preso da "Shock di un minuto"   Anthony de Mello




permalink | inviato da graziella_ il 4/2/2008 alle 16:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



29 gennaio 2008

DONARE

 



IL PROFUMO RIMANE SEMPRE NELLA MANO CHE REGALA LA ROSA

Hada Beja




permalink | inviato da graziella_ il 29/1/2008 alle 16:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



7 gennaio 2008

Per ogni bambino

 

"Ascolta i bambini e favorisci la loro partecipazione: i bambini e gli adolescenti sono cittadini pieni di risorse, in grado di contribuire a costruire un futuro migliore per tutti.
Dobbiamo rispettare il loro diritto a esprimersi e a partecipare a tutte le questioni che li riguardano, conformemente alla loro età e maturità.

Dichiarazione da "Un mondo a misura di bambino"
Tratto da "NESSUNO ESCLUSO" pubblicazione del Comitato italiano per l'UNICEF




"Un' istruzione che non coltiva la volontà è un'istruzione che inganna la mente"

Anatole France.


"Ho un sogno: che i mie quattro bambini possano un giorno vivere in una nazione dove non siano giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere."

Martin Luther King



BUON ANNO a TUTTI




permalink | inviato da graziella_ il 7/1/2008 alle 15:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



28 dicembre 2007

PER TUTTI

TU
CHE
NE DICI
O SIGNORE
SE IN QUESTO
NATALE FACCIO
UN BELL'ALBERO DENTRO
IL MIO CUORE E CI ATTACCO
INVECE DEI REGALI
I NOMI DI TUTTI I MIEI
AMICI? GLI AMICI LONTANI E
VICINI, GLI ANTICHI ED I NUOVI.
QUELLI CHE VEDO DI RADO, QUELLI CHE
RICORDO SEMPRE E QUELLI CHE, ALLE VOLTE,
RESTANO DIMENTICATI, QUELLI
COSTANTI E QUELLI INTERMITTENTI,
QUELLI DELLE ORE DIFFICILI E QUELLI DELLE
ORE ALLEGRE. QUELLI CHE, SENZA VOLERLO, MI
HANNO FATTO SOFFRIRE, QUELLI CHE CONOSCO PROFON-
DAMENTE E QUELLI DEI QUALI CONOSCO SOLO LE APPARENZE.
QUELLI CHE MI DEVONO POCO E QUELLI AI QUALI DEVO MOLTO. I MIEI
AMICI SEMPLICI ED I MIEI AMICI IMPORTAN-
TI. I NOMI DI TUTTI QUELLI CHE SONO GIA' PASSATI
NELLA MIA VITA. UN ALBERO CON RADICI MOLTO PROFONDE
PERCHE' I LORO NOMI NON ESCANO MAI DAL MIO CUORE. UN ALBERO
DAI RAMI MOLTO GRANDI PERCHE' I NUOVI NOMI VENUTI DA TUTTO IL MONDO

SI UNISCANO AI
GIA' ESISTENTI.
UN ALBERO CON
UN'OMBRA MOL-
TO GRADEVOLE
PERCHE' LA NO-
STRA AMICIZIA
SIA UN MOMEN-
TO DI RIPOSO DU-
RANTE LE LOTTE
DELLA VITA

AUGURI PER UN BUON 2008


Anche se in ritardo trascrivo questa poesia che mi è stata mandata da un'amica.




permalink | inviato da graziella_ il 28/12/2007 alle 15:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



27 dicembre 2007

Parlaci dei figli

I vostri figli non sono i figli vostri.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
e benchè vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro l'amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Essi abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti.
L'Arcere vede il bersaglio sulo sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinchè le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arcere;
Poichè come ama il volo della freccia, così ama la fermezza dell'arco.


                                                                                                                                       Kahlil Gibran

BUON 2008 A TUTTI!!!




permalink | inviato da graziella_ il 27/12/2007 alle 21:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa



13 dicembre 2007

Un pezzo di sapone



La piccola era stata affidata alle cure della nonna materna, per l'asciar riposare la mamma che mal sopportava la sua vivacità.
Non aveva ancora due anni, ma la voglia di giocare e scoprire il mondo erano irrefrenabili, questo sconcertava la mamma abituata alla passiva tranquillità della primogenita, sempre brava ed ubbidiente, pronta e attenta nell'informare la mamma di eventuali scompigli e guai della sorellina.
Così mentre la mamma si riposava, consolandosi con la sua tanto desiderata creatura, nella tranquilla casa in campagna, la piccola combina guai veniva mandata in città dalla nonna.
Doveva comportarsi bene ed essere ubbidiente per non far sì che anche i nonni si stancassero di lei e la mandassero via.
Nonna Giulia era molto paziente, dopotutto aveva tirato su otto figli.
Era inverno e le donne come era solito, si incontravano al lavatoio per scambiarsi consigli, ricette e le ultime novità, lavando allegramente i panni; anche alla piccola era stato dato un pezzo di sapono, era minuscolo ma adatto alla misura delle sue manine.
"Attenta a non farlo scivolare nell'acqua", aveva detto la nonna, "Perchè ne abbiamo poco e deve durare a lungo".
Era felice la bambina con il pezzo di sapone, si sentiva grande, utile e importante, doveva lavare per bene il suo fazzolettino, come facevano le allegre amiche della nonna.
Improvvisamente il prezioso tesoro le fuggi dalle mani e scivolò nell'acqua: "Che sciocca distratta era stata, ora la nonna si sarebbe arrabbiata e non le avrebbe più voluto bene.
Disperata guardò il sapone affonadare nell'acqua ma non osò dire niente.
Fu la nonna ad accorgersi che le sue manine erano vuote, la piccola la guardò aspettandosi il giusto rimprovero.
"Gli è caduto il suo pezzo di sapone", gridò improvvisamnete alle donne indaffarate e tutte lasciando i panni che stavano lavando si gettarono alla cattura del guizzante pesciolino scivoloso, che non voleva saperne di essere catturato, ma che alla fine si arrese e ritornò nelle mani di Anna.
La bambina rimase in silenzio, esterefatta per tutto quello scompiglio generale, nel disperato ma riuscito recupero del suo pezzo di sapone.
Era così prezioso quel pezzettino schiumoso o... era prezioso perchè suo, perciò importante, come capì con rassicurante sorpresa guardando gli occhi sorridenti e soddisfatti della sua nonna.




permalink | inviato da graziella_ il 13/12/2007 alle 20:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa



13 dicembre 2007

Bambini



"Dite:
E' faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
Perchè bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, iclinarsi,
curvarsi, farsi piccoli.
Avete torto.
Non è quello che più stanca.
E' piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all'altazza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli."

Janusz Korczak
Poeta e medico
Morto nel campo di concentramento di sterminio nazista di Treblinka nel 1942.




permalink | inviato da graziella_ il 13/12/2007 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



3 dicembre 2007

La solitudine

La solitudine è personale.
La solitudine è sperimentata da tutti.
La solitudine fa parte della vita, per definizione.
La solitudine è temporanea, va a momenti, non dura sempre e continuamente, anche se persiste tutta la vita.
La solitudine fa soffrire.
Lasolitudine non dipende necessariamente dalle condizioni esterne. Si può essere soli stando in mezzo alla gente.
La solitudine rende consapevoli.
La solitudine rende creativi.

anonimo




permalink | inviato da graziella_ il 3/12/2007 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



20 settembre 2007

5 motivi

Allora, vediamo se riesco a trovare 5 motivi per cui ho aperto il mio blog:

1-Rosaspina è insistente e mi coinvolge spesso nelle sue "avventure", tra cui il "blog-mondo";
2-è uno strano modo di comunicare, diretto e indiretto nello stesso tempo;
3-già da qualche tempo giravo per i blog, ma entrare in comunicazione...e dai provaci;
4-conoscere e condividere opinioni altrui mi arricchisce...e mi piace anche;
5-così provo a tirar fuori quello che ho dentro: il serio, il comico e...lo strano o strambo, non so.

Ecco cè l'ho fatta, adesso sotto a chi tocca...ciao.

Passo il gioco a: Nemesis, Doria, Rosaspina e a chi altro volesse farlo ...liberamente.




permalink | inviato da graziella_ il 20/9/2007 alle 21:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa



2 settembre 2007

L'aquila

Messaggio per un'aquila che si crede un pollo.

Un uomo trovò un uovo d'aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L'uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l'aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l'aquila fece quello che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.
Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, e l'aquila divenne molto vecchia.
Un giorno vide sopra di sè, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d'aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. "Chi è quello?" chiese.
"È l'aquila, il re degli uccelli" rispose il suo vicino. "Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perchè siamo polli."
E così l'aquila visse e morì come un pollo, perchè pensava di essere tale.

Questa storia  l'ho trovata scitta nel libro di Anthony De Mello, è molto bella, mi sembra d'aver capito che siamo tutti aquile, ma non ce ne rendiamo conto.





permalink | inviato da graziella_ il 2/9/2007 alle 11:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa



26 agosto 2007

Il nome

 Qualcuno (Rosaspina) si sarà chiesto il perchè del nome Kengah
Avete presente la storia "la gabbianella e il gatto",Kengah è la gabbiana, madredella piccola gabbianella.
Nel racconto Kengah muore, ma poco prima di morire depone un uovo.
Nel simbolismo dei sogni, questa piccola gabbiana che nasce, è desiderio di rinascita e crescita interiore.
Nel libro, la gabbianella viene cresciuta da Zorba il gatto e con l'aiuto di un simpatico gruppo di amici felini, imparerà a volare.
Volare è davvero bello, in tutte le sue forme e penso sia un desiderio di tutti.
.





permalink | inviato da graziella_ il 26/8/2007 alle 19:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa



22 agosto 2007

mi presento...

Ciao, sono Graziella, ho tre figli, una femmina e due maschi, ho una cagnolina, ma in passato sono stati ospiti da me (non tutti insieme) un certo numero di gatti di svariati colori e caratteri, un coniglio "nano" che poi è diventato enorme, una gallina vagabonda (Attila) che devastava il giardino e litigava con il gatto. Qualche merlo salvato dalle fauci della mia gatta Tigre, un canarino in gabbia (molti anni fa) e tanti passerotti liberi di andare e venire a loro piacimento.
Ecco, come vedete amo gli animali e la natura in genere.




permalink | inviato da graziella_ il 22/8/2007 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



21 agosto 2007

Ciao, questo è il mio primo volo...

Ciao, sono nuova nel mondo dei blogs, sono in compagnia di due suggeritori alle mie spalle che mi danno un aiuto.
Sono in attesa dei vostri consigli per la realizzazione di questo nuovo  blog.
Grazie. Ciao.




permalink | inviato da graziella_ il 21/8/2007 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


sfoglia     novembre       
 







Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom